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Parrocchia di S.Cuore e di S.T. Margherita Redi
Piazza Giotto - Arezzo - Telefono 0575 21.880
Cod.Fis. 80008890511


rmi
Una Parrocchia in Arezzo
Passato e presente

La parrocchia oggi:

La parrocchia del Sacro Cuore e Santa Teresa Margherita Redi appartiene alla diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro ed occupa una vasta area residenziale collocata nella zona sud-est della città di Arezzo e sostanzialmente coincidente con il quartiere Giotto. Essa si sviluppa principalmente lungo il lato est della direttrice di Viale Giotto, che collega il centro cittadino alla zona sportiva e alla periferia sud della città. La parrocchia è compresa fra Via XXV aprile, Via degli Accolti, lo stesso Viale Giotto, Via Divisione Garibaldi, Via dell’Acropoli e Via Signorelli; il suo è un territorio prevalentemente urbano e ad alta densità residenziale, sebbene non manchino ampie zone verdi (quali il Parco Pertini o il Parco Modigliani) e pede-collinari (quali l’area di Castelsecco). La chiesa, i locali parrocchiali e la residenza del parroco si trovano in un unico edificio, postro tra Piazza Giotto e via Caravaggio, nell’area centrale del quartiere.

L’istituzione:


La parrocchia del Sacro Cuore e Santa Teresa
Anno Battezzati Cresimati Matrimoni
1965 18 0 16
1966 66 34 60
1967 53 99 51
1968 49 57 23
1969 21 57 13
1970 107 63 13
1971 70 74 11
1972 65 13 7
1973 84 108 4
1974 82 87 10
1975 66 106 10
1976 41 51 10
1977 42 5 9
1978 59 103 7
1979 38 113 12
1980 49 102 9
1981 38 87 9
1982 34 108 15
1983 30 82 10
1984 52 91 12
1985 31 85 16
1986 41 65 11
1987 33 67 13
1988 32 73 12
1989 37 61 7
1990 39 50 6
1991 22 44 7
1992 27 43 8
1993 25 67 6
1994 21 60 9
1995 20 46 7
1996 25 44 5
1997 19 56 5
1998 26 0 6
1999 18 45 2
2000 20 38 1
2001 17 37 1
2002 18 30 2
2003 20 42 2
2004 14 39 3
2005 26 57 3
2006 18 80 3
Totale 1613 2569 446
Margherita Redi è stata istituita il 9 dicembre 1965 con un decreto del vescovo Giovanni Telesforo Cioli (il territorio parrocchiale venne smembrato da quello della parrocchia di Santa Croce). Erano anni di grande espansione edilizia per il nuovo quartiere e la popolazione registrava una crescita rapida; tale situazione era specchio dell’incremento demografico del territorio comunale aretino che ha interessato il periodo tra la fine della seconda guerra mondiale e gli anni ’80. Prova della significativa crescita che ha interessato il tessuto parrocchiale è offerta dall’analisi dei matrimoni, delle cresime e dei battesimi celebrati in parrocchia, desumibili dai registri parrocchiali:

Il progetto, la costruzione e la consacrazione:
Il progetto della chiesa venne elaborato nel 1962 dall’arch. Mario Mercantini, che volle dedicare il nuovo edificio sacro alla memoria del vescovo Mons. Emanuele Mignone, scomparso alla fine del 1961. L’architetto stesso descrive, in un libro di mons. Tafi, la concezione generale del progetto: «La chiesa, inserita in un nuovo quartiere residenziale urbano, si distingue anzitutto in virtù della sua volumetria prevalentemente orizzontale, coerente conseguenza delle caratteristiche dell’impianto imposto dalle esigenze ambientali. L’edificio del culto trova la sua determinazione architettonica nella umanità delle sue pur notevoli dimensioni e nella compatta aderenza alla terra, da cui si eleva il campanile posto sopra l’altar maggiore e che con i suoi 37 m. definisce un senso ascensionale che, superando il verticalismo geometrico, esprime anche il concetto dedicatorio e celebrativo della Chiesa aretina per il proprio vescovo Mignone» (cfr. A.Tafi, Immagine di Arezzo. La Città oltre le mura medicee e il territorio comunale, Calosci, Cortona, 1985, pag. 184).

La chiesa venne costruita negli anni 1965-1966 e venne consacrata il 18 ottobre 1970: data in cui ricorreva il secondo centenario della morte di Santa Teresa Margherita Redi. In onore di quest’ultima, la chiesa venne dedicata al Sacro Cuore di Gesù, a cui la santa era molto devota. Per la costruzione dell’edificio, sono stati utilizzati cemento armato, cotto e vetro: le strutture portanti sono in cemento armato, i tamponamenti sono in laterizio a vista, alternati a paramenti vetrati ritmicamente scanditi da leggere nervature in cemento armato.

I parroci dal 1965 al 2006:
Dal 1965 ad oggi si sono succeduti quattro parroci, variamente coadiuvati da vice-parroci e diaconi:
  • - don Otello Branchi, dal 1965 al 1972;
  • - don Franco Agostinelli, dal 1972 al 1986;
  • - don Dino Liberatori, dal 1986 al 1989;
  • - don Angelo Chiasserini, dal 1989 ad oggi.
  • - Dal 1971, inoltre, don Ivo Deboli è stato un fisso collaboratore della parrocchia.